Libretto Familiare: sono davvero tornati i voucher?

Libretto Familiare, sono davvero tornati i voucher?

Libretto Familiare, è davvero il nuovo voucher?

Nei mesi precedenti han destato molte perplessità i voucher, ormai ex forma di pagamento per prestazioni occasionali, scatenando polemiche su aspetti di tutela, garanzia ed etica (che non andremo ad approfondire in questo articolo).

Successivamente all’abolizione di questi “buoni lavoro”, il Governo ha pensato all’introduzione di PrestO e di Libretto Familiare.

Il dubbio che sovviene è molto semplice: sono davvero, come in molti sostengono, tornati i voucher?  Esistono delle differenze sostanziali rispetto al voucher e, per le imprese e le famiglie sono uno strumento che si può rivelare importante se utilizzato correttamente. Entrando nel dettaglio, quanto previsto dall’articolo 54 bis “Disciplina delle prestazioni occasionali. Libretto Famiglia” del DI 50/2017, regolamenta i rapporti (nello specifico le prestazioni occasionali) tra privati-aziende e privati-privati.
PrestO, acronimo di Prestazione Occasionale, sancisce il rapporto tra azienda e lavoratore e la norma determina diritti e doveri nell’utilizzo di questo tipo di contratto.
La nostra attenzione, tuttavia, in questo articolo sarà focalizzata sulla soluzione pensata per i privati.

Il Libretto Familiare è riservato alle famiglie, pensato per il pagamento di piccoli lavori domestici, assistenza domiciliare a bambini o anziani, autosufficienti o non autosufficienti, ripetizioni e bonus babysitter. Nasce per regolamentare e supportare le transazioni all’interno delle quattro mura, per tutto ciò che concerne l’assistenza familiare e domestica: la badante che si occupa della cura di un tuo familiare, la colf che ti aiuta nelle pulizie della casa, la babysitter che ti permette di concederti del tempo libero con il partner (o anche faccende quali: manutenzione dell’impianto elettrico, cura del giardino, etc.).

Le famiglie, per poter utilizzare questo strumento, hanno l’obbligo di comunicare entro il giorno 3 del mese successivo allo svolgimento della prestazione, i dati identificativi del prestatore, il compenso pattuito, il luogo dove è avvenuto lo svolgimento della prestazione e tutte le informazioni utili al fine della gestione del rapporto.

Il valore è di €12 lordi l’ora, che diventano €10 netti dato che i contributi sono a carico dei lavoratori (INPS €1,65, Assicurazione INAIL contro gli infortuni €0,25, e oneri gestionali INPS €0,10).

Per poter utilizzare il Libretto Famiglia, la famiglia può richiedere tramite piattaforma informatica INPS (attiva dal 10 luglio 2017), contattare un ente di patronato o, in alternativa, contattare i contact center riservati al servizio.

Se vuoi approfondire l’emendamento che tratta del Libretto Famiglia e PrestO (o a detta di molti, erroneamente, “voucher”), ti riportiamo l’articolo completo sul sito del Senato della Repubblica.